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Da domenica 1 giugno 2014 a martedì 31 dicembre 2019

VILLA MELZI D`HERYL A VAPRIO D`ADDA

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L’origine della splendida costruzione situata su un rialzo della riva destra del fiume Adda, nella tradizione, viene attribuita alla presenza di un possente mastio, considerata la posizione strategica dell’altura che domina, ancor’oggi, il basso versante bergamasco.
L’antica villa venne eretta nel 1482 su un progetto studiato da Leonardo Da Vinci che, a Milano, conobbe Giovanni Melzi, allora consigliere ducale alla corte sforzesca.
Leonardo Da Vinci fu ospite della famiglia Melzi a Vaprio d’Adda in diverse occasioni: nel 1493 e da dicembre 1506 a maggio 1507 ospite di Gerolamo Melzi e qui conobbe il figlio Francesco, allora tredicenne, che divenne l’allievo prediletto del Maestro.
Durante il soggiorno vapriese , Leonardo si dedicò a studi sulle acque in genere, sulla navigabilità dell’Adda e compì ricerche di idraulica. Ammirando la bellezza del tratto di fiume che scorre ai piedi della villa, Leonardo eseguì opere pittoriche e schizzi sugli scorci di rocce dove era un tempo il Pons Aureoli. Attribuito al Maestro è “Il Madonnone”, immagine della Vergine col bambino, affrescata sulla parete del portico superiore. Francesco Melzi, allievo di Leonardo Da Vinci, seguì il Maestro in Francia fino alla sua morte e fu l’erede di tutti i suoi scritti e disegni ma , alla sua scomparsa, i discendenti trascurarono ed ignorarono l’immenso patrimonio.
L’antica villa riprende esternamente la forma classica delle grandi ville del Rinascimento. Il fabbricato è circondato da un vasto giardino con labirinti, grotte, terrazze, pensili, scalinate che seguendo il dislivello del terreno scendono fino alla sponda del Naviglio Martesana. Qui venne realizzato un attracco privato che permetteva alla famiglia di raggiungere Milano con la propria imbarcazione.
La villa che oggi vediamo, è opera dell’Architetto Giuseppe Bonacina su incarico della Duchessa Elisa Sardi Melzi D’Heryl, come si evince da una lapide posta nel muro del vestibolo.
La costruzione che si sviluppa in una pianta a “L” con la soprelevazione dell’attuale terzo piano, mantiene una sobria facciata sul fiume con aperture rettangolari, mentre la facciata interna sul cortile presenta un porticato con colonne binate e archi ribassati.
Il piano terreno si sviluppa in una lunga serie di sale: la sala da pranzo, la sala del biliardo ed un salone centrale definito salone d’onore, dove troviamo un medaglione in marmo raffigurante il profilo di Leonardo Da Vinci. Inoltre, la biblioteca con opere antiche e moderne, altre piccole sale finemente arredate e due stanze utilizzate come serra invernale. Uno scalone decorato con stucchi immette ai piani superiori ed è anche presente un antico ascensore funzionante ad acqua, oggi riconvertito all’attuale tecnologia. Sopra il portico una galleria, oggi inglobata nella costruzione, riporta il celebre affresco del “Madonnone”.

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